Renato | 1 Jul 17:36

Re: una nuova strategia anzi due


Concordo pienamente con quello che dice Franco Berardi, facendo parte di una
variegata tribù allargata che da diversi anni pratica la “sottrazione” al
dominio delle merci e del capitale. Sono convinto che  il nostro compito sia
anche quello di dare vita a dei luoghi comuni/canti in grado di agire per
contagio, vista l’incapacità del linguaggio della politica e della teoria di
comunicare. Mia fa anche piacere che Berardi abbia scritto questa lettera, 5 o
6 anni fa, quando collaborava con Carta, rispose a una mia lettera in cui
descrivevo la nostra scelta di sottrazione, e non era molto d’accordo.

. ..[  Dobbiamo diventare l'esempio vivente di uno stile di vita in cui il
benessere sia unita alla frugalità, la felicità alla generosità, e la
produzione sia unita con la pigrizia e il dolce far niente. La ricchezza non ha
nulla a che fare con il consumo compulsivo e con l'accumulazione ossessiva. La
ricchezza è il piacere di essere, e il godimento del tempo... ..Il nostro
compito centrale nel prossimo futuro è la ridefinizione dell'idea stessa di
benessere, di ricchezza e di felicità. Il nostro compito è la creazione di
monasteri in cui si sperimenti il benessere frugale. Critica della
naturalizzazione del paradigma della crescita, elaborazione culturale di un
nuovo paradigma basato sull'abbandono dell'ossessione della crescita,
finalizzato alla frugalità, alla produzione ad alta intensità di sapere, alla
solidarietà, e alla pigrizia, e al rifiuto della competizione. Il capitalismo
ha identificato il benessere e l'accumulazione, la felicità e il consumismo la
ricchezza e lo spreco delle risorse naturali e psichiche ] ...

Ecco, appunto ... volevo rammentare che di questi “monasteri” ne esistono
veramente molti e da molti anni: praticamente dal dopo Bologna 77’ (
Acquacheta, Montepeglia, Elfi, Popolo delle Terrazze Mogliazze ecc....) prima
che la chiamassero decrescita noi la chiamavamo ...autosufficenza,
autoproduzione ecc.
Caro Berardi, qui vi tocca re/imparare i saperi dell’intelletto collettivo
contadino e artigianale ... poco dibattito e molta pratica.

Buon cammino, Pontiroli Renato

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