Alex Foti | 6 Jul 16:38
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corelli in sciopero della fame: comunicato e presidio comitato antirazzista

Da stamattina, sabato 5 luglio, i detenuti e le detenute del centro di
detenzione di via Corelli a Milano sono in sciopero della fame.

Chiedono unitariamente la loro libertà e, allo stesso tempo,
denunciano le condizioni della loro detenzione: cibo scarso e
scadente, condizioni igieniche pessime, continue intimidazioni e
maltrattamenti da parte della polizia, nessuna attenzione per le cure
mediche (ai malati di AIDS non vengono somministrati i farmaci
appropriati), continue espulsioni addirittura in paesi diversi da
quelli di provenienza.

Di tutto questo una loro delegazione ha parlato con funzionari della
prefettura durante un brevissimo incontro che ha fatto seguito
all'inizio dello sciopero.

Contattati direttamente dai detenuti, nel pomeriggio, alcune decine di
militanti antirazzisti si sono trovati davanti all'ingresso del CPT
per un presidio di solidarietà e sostegno alla protesta.

Slogan, rumorose battiture con le pietre sul guard rail e uno
striscione "chiudiamo i CPT, libertà per tutti" appeso sul cavalcavia
della tangenziale, hanno caratterizzato l'iniziativa.

Dai numerosi scambi telefonici con l'interno è emerso che la polizia,
in tenuta antisommossa, era entrata nei corridoi delle sezioni con
chiaro intento intimidatorio, e che una ragazza egiziana che
protestava è stata malmenata.

Sappiamo da alcuni avvocati che svariati sono i casi di immigrati
detenuti nonostante la non convalida del trattenimento, alcuni sono in
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Matteo Pasquinelli | 6 Jul 02:38
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Rituali di rassicurazione. Reportage da Sapporo Hokkaido


From: "franco berardi" <franberardi <at> gmail.com>
Date: 5 July 2008 14:32:01 GMT+02:00
Subject: rituali di rassicurazione reportage da Sapporo Hokkaido

rituali di rassicurazione

Si incontrano sotto il vulcano. Oggi e' arrivato Berlusconi. Gli  
altri grandi del mondo stanno arrivando e nei prossimi giorni, sulle  
rive del lago Toja che nacque da un'eruzione di un vulcano attivo, si  
svolgera' il summit dedicato all'apocalisse. Il primo degli argomenti  
in discussione e' il global warming, la devastazione dell'ambiente,  
la moltiplicazione inarrestabile degli eventi catastrofici. I grandi  
del mondo, che poi tanto grandi non sembrano essere, propongono un  
antidoto che in buon italiano sichiama veleno, in inglese si chiama  
"more of the same".
Sempre piu crescita sempre piu sfruttamento sempre piu competizione.  
La novita' e' un incremento dell'energia nucleare e un rilancio della  
produzione di carbone. Come rimedio al pericolo di devastazione  
dell'ambiente non c'e' male, come consigliare una pera di anfetamina  
a un paziente ricoverato per un infarto.
I cosiddetti grandi del mondo hanno certamente altri problemi per la  
testa: la guerra dell'occidente procede da una disfatta iraqena verso  
una prossima disfatta afghana in attesa della disfatta pakistana. E  
la crisi dei subprime invece di risolversi si complica. E  
l'inflazione ha investito ormai l'economia del mondo. Capirai che  
gliene puo' fregare se i ghiacci del polo sono in fase di  
scioglimento definitivo, e se le citta' del mondo si trasformano in  
camere a gas.
Il summit sotto il vulcano del Toya Lake e' un rituale. Rituali di  
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Matteo Pasquinelli | 6 Jul 00:45
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Action against private equity 17 July, London


A proposito dell'agenda del fu movimento no-global, come alcuni compagni
col sale in zucca fecero notare già ai tempi della passeggiata di  
Heiligendamm,
dovrebbero essere le istituzioni finanziarie al centro dell'azione  
politica (nel caso
della Germania concentrate a Francoforte per esempio) e non il tour  
de force alle
calcagne dei summit della politica spettacolo. A Londra questo evento  
contro i
Private Equity funds (che si stanno mangiando buona parte anche della  
solida
Germania, btw), prende la mira un pochino meglio. /m

--

*Private Equity Sucks!*

*Take action against KKR - Thursday July 17*
*1pm, Trafalgar Square, under the lions*

http://www.privateequitysucks.com
E: privateequitysucks <at> googlemail.com

*Join the Global Day of Action against one of the oldest and largest
private equity firms in the world: KKR (Kohlberg, Kravitz and Roberts)*

Private equity companies have gained massive influence, power and
obscene wealth because they’ve stayed invisible to public attention and
scrutiny. It is time for that to change!
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Cover Boy @ Esc

Venerdì 4 Luglio
dalle ore 21
proiezione del film: 

COVER BOY - L'ultima rivoluzione
di Carmine Amoroso
con Eduard Gabia
Luca Lionello
Chiara Caselli
Luciana Litizzetto

a seguire il dibattito con il regista

Esc - Atelier Occupato - Via dei Reti 15
www.escatelier.net

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Markus Huber | 2 Jul 13:44
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transmediale09 - Call for Entries

Dear all,

transmediale - festival for art and digital culture has opened its call 
for entries for the *transmediale.09* and *Vilém Flusser Theory Awards*. 
As one of the leading international venues for the exchange and dialogue 
on art and digital culture transmediale pursues the advancement of 
artistic positions reflecting on the socio-cultural, political and 
economic impact of new technologies.

With *DEEP NORTH* transmediale looks to peer beyond the evolving 
alarmist scenarios of catastrophe prevalent in the often contradictory 
global warming debate. transmediale.09 shifts this focus to the global 
artistic, cultural, societal and philosophical consequences that the 
presumed imminent collapse of the polar ice barrier may trigger. Are we 
about to reach another historically succinct moment of unavoidable and 
cataclysmic change – a point of no return leaving in its wake 
uncontrollable global transformations? Does climate change elicit 
cultural change, a shifting of extremes or a collapse in established, 
systemic and network norms? *DEEP NORTH* becomes not a fixed location, 
but a paradigm transforming loss, scarcity, inertia and rivalry into 
urgent and revealing states of being and expression.

Until *September 5, 2008* we invite the submission of works and projects 
that respond to these challenges and embody contemporary notions of art 
that embrace, question and enrich digital culture. While the festival 
aims to reflect excellence in artistic production and inquiry 
internationally we explicitly encourage submissions from artists, 
activists and media researchers working in 'non Western' contexts, those 
active in pioneering new forms of digital and visual expression in deep 
or silent zones, particularly in regions experiencing rapid and 
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scarph | 1 Jul 20:44

Facciamo Breccia - Dissidi politici? Risposta repressiva!]

*Dissidi politici? Risposta repressiva!*

*Facciamo Breccia esprime la propria indignazione su quanto accaduto sabato
scorso a Bologna e  rigetta le insinuazioni calunniose contenute nel
comunicato di Mancuso e Polo e in quello del Comitato Pride Bologna.
Solidarietà a Graziella Bertozzo*

L'espressione del dissenso è una normale pratica nella dinamica politica che
non c'entra niente con la violenza. L'uso della polizia per la gestione del
dissenso interno ad un movimento è la fine della politica, significa
scivolare verso lo stato di polizia.

La presenza, non prevista, di alcuni/e attivisti/e di Facciamo Breccia
"intrufolatisi" sul palco del pride per aprire uno striscione che,
ricordiamo, recitava "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo
Breccia" - per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che
in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, sede poi
"restituita" nel 2001 alla Curia – intendeva con ogni evidenza esprimere
dissenso politico utilizzando pratiche di movimento e pacifiche. Lo stesso
dissenso che Facciamo Breccia aveva cercato di esprimere nei mesi scorsi
avendo difficoltà a riconoscersi in un pride, a nostro avviso, troppo blando
e "neutrale", tutto giocato sulla trasversalità politica, senza un chiaro
posizionamento antifascista (nonostante l'importante adesione dell'ANPI),
arrivando a proporre come uno dei pupazzi che campeggiavano su manifesti e
cartoline la stilizzazione di un gay neofascista partecipante al pride.

Alla fine Facciamo Breccia aveva scelto di aderire al pride di sabato 28
giugno esprimendo però, in un documento intitolato "Adesione al Bologna
Pride", tutte le proprie perplessità, riserve e contrarietà. L'adesione
critica non è stata accettata dal Comitato Bologna Pride che non ha mai
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afuma | 1 Jul 17:11
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IL DAYAFTER: LA LONG MAYDAY HA INIZIO!

IL DAYAFTER: LA LONG MAYDAY HA INIZIO!

Milano. Primo Maggio. Euromayday 2008. Decine di migliaia di uomini e
donne, migranti e precari al grido di “No border, No precarity” hanno
invaso le strade del capoluogo lombardo. Ancora una volta la Mayday ha
dimostrato, contro chi la accusava di essere oramai una parata “stanca”
o una semplice messa in scena generazionale, di essere molto più. Non
un percorso unico e unitario, ma uno spazio di articolazione e
interrogazione delle lotte che si danno dentro e fuori il lavoro,
dentro e contro il lavoro. Ma c’è di più. Nella Mayday di quest’anno è
stata vinta un’ulteriore scommessa: si è riconosciuto che il lavoro
migrante non è solo una faccia della precarietà, ma un nodo politico
centrale che parla a tutti della scomposizione del lavoro e delle
soggettività che lo attraversano e ne parla in maniera concreta, così
come concreti sono stati i corpi dei lavoratori e delle lavoratrici
migranti che quest’anno hanno aperto la parata, oltre i simboli e oltre
la solidarietà.

Ora è Long-lunga-larga EuroMayDay… Al di là del Primo maggio è il
dayafter a porre il problema della definizione di una soggettività che
mettendo in crisi i modelli tradizionali di rappresentanza politica e
sindacale appare come refrattaria a ogni tentativo di comprensione
comune. Questa è la nuova sfida! Che tipo di composizione soggettiva
del lavoro si cela dietro il nome precarietà? In quali forme essa si
incarna e che tipo di sfruttamento e contemporaneamente di potenziale
apertura politica mette in gioco? Che forme di organizzazione del
conflitto sono oggi pensabili e praticabili?

Per iniziare questo percorso di approfondimento diamo a tutti
appuntamento al primo seminario/discussione long mayday che si terrà a
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bifo | 1 Jul 07:47
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e se del g8 non gliene fregasse piu` a nessuno?


E se del G8 non gliene fregasse piu niente a nessuno? Il 29 giugno a Tokyo c`e` stata la prima manifestazione
pubblica contro il summit di Hokkaido, che si prepara per il prossimo fine settimana. La polizia era
molta, i manifestanti non erano piu` di quattrocento. La stampa giapponese, come quella europea e
nordamericana, sembra interessarsi poco al summit dei grandi della terra. Grandi si fa per dire. I
rappresentanti delle sedicenti democrazie non sono piu in grado di governare un bel niente. Quando, nove
anni fa, un movimento variegato e vasto si ritrovo` a Seattle, il potere politico sembrava in grado di
controllare e forse anche di governare i processi di crescita, di sfruttamento e di conflitto. Il
movimento globale aveva un nemico e si batteva contro una politica economica che appariva ancora capace
di comprendere e governare il divenire del mondo. Poi venne George Bush, la guerra infinta, e una classe di
criminali petroliferi mafiosi e mercanti d`armi si impadroni progressivamente del potere.
Il movimento globale antiglobalista mise in moto un processo di critica morale della globalizzazione,
mettendo in crisi il consenso. Ma oggi i termini del problema sono completamente mutati: il neoliberismo
ha prodotto i suoi effetti di privatizzazione di ogni aspetto dell`esistenza umana, ma alla fine del
tunnel neoliberista quel che troviamo e` la devastazione di ogni centimentro quadrato dell`esistenza
planetaria. Ma la capacita` di governo si e`dissolta. Solo la devastazione comanda. Nel frattempo e`
tornata la crisi alimentare che sembrava scongiurata, la guerra sta inghiottendo gran parte del
continente euroasiatico, collassano interi sistemi ambientali, e alla fine il disastro finanziario
provocato dalla speculazione sui mutui sembra un tunnel dal quale non si puo` piu` uscire. L`egemonia
americana e` in caduta libera e non bastera` un nuovo presidente per invertire la tendenza. Alla
catastrofe militare iraqena segue oggi la disfatta afghana, e all`orizzonte si profila la
disintegrazione dello stato nazionale pakistano. Nel frattempo e` iniziato il redde rationem
energetico. Qualcuno dice che l`aumento del costo del petrolio e` dovuto alla speculazione. Ma e` solo
per rassicurare gli occidentali sul loro futuro, la verita` e` che le risorse energetiche si stanno
esaurendo e non c` ne` la volonta` ne` il tempo per convertire i sistemi di trasporto e di
approvvigionamento. L`effetto di trenbt`anni di neoliberismo e` con ogtni evidenza l`avvicinarsi
dell`apocalisse, e i sedicenti grandi della terra appaiono decisamente piccoletti di fronte alla
catastrofe che la loro imbecillita` ha provocato.

La mattina del 30 giugno alle 11 alla united nations university di tokyo si e tenuta la conferenza stampa
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francesco raparelli | 30 Jun 16:43
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Posse: on-line il nuovo numero

Segnalo a tutt* che è finalmente on-line il nuovo sito di Posse e il nuovo numero dal titolo Istituzioni del comune
 
www.posseweb.net
 
 
Buona lettura,
f.

      Hai un indirizzo email difficile da ricordare?
Scegli quello che hai sempre desiderato su Yahoo! Mail
http://it.docs.yahoo.com/nuovo_indirizzo.html

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Il messaggio conteneva allegati e/o HTML non ammessi in questa lista
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Matteo Pasquinelli | 29 Jun 21:52
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Steve Wright: L'assalto al cielo. Per una storia dell'operaismo


http://www.carmillaonline.com/archives/2008/06/002689.html#002689

Steve Wright: L'ASSALTO AL CIELO. PER UNA STORIA DELL'OPERAISMO
di Gioacchino Toni

Steve Wright, L'assalto al cielo. Per una storia dell'operaismo,  
Edizioni Alegre, Roma 2008, pp. 336, 20,00 €.

Ho letto gli scritti che poi hanno dato vita a questo testo per la  
prima volta in forma di bozza sul finire degli anni ‘90, in lingua  
inglese, quando la destinazione ultima dell’enorme ricerca compiuta  
dall’australiano Steve Wright sembrava “limitarsi” a una tesi di  
dottorato. Con un certo stupore mi sono trovato di fronte a una  
ricostruzione puntuale e metodica delle teorie e delle prassi  
sviluppate dall’operaismo italiano non finalizzata ai soliti e soli  
“iniziati”. Fortunatamente quelle pagine dattiloscritte, oltre a  
produrre una tesi di dottorato, sono diventate un libro pubblicato  
prima in lingua inglese (S. Wright, Storming Heaven. Class  
composition and struggle in Italian Autonomist Marxism, Pluto Press,  
London 2002) e ora, finalmente, anche in italiano grazie alle  
Edizioni Alegre.

Merito dell’autore non è soltanto quello di aver ricostruito, con  
metodo e pazienza, le tappe fondamentali del complesso fenomeno  
dell’operaismo italiano e di averle rese comprensibili ai lettori  
anglosassoni ma anche quello di fornire al lettore italiano che non  
ha vissuto in presa diretta lo sviluppo dell’operaismo una sua  
ricostruzione sistematica.

(Continue reading)

scarph | 29 Jun 21:01

Tutte/i con Graziella. Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti avvenuti al Pride di Bologna]


Tutte/i con Graziella.
Comunicato di Facciamo Breccia sui fatti
avvenuti al Pride di Bologna

Facciamo breccia esprime sconcerto e
preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla
conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna
di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.
Durante gli
interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano,
vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro
coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la
scritta: "28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia" per
rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella
data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata
da un'istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla
Curia. Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri
attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all'ingresso del palco
da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un
uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo
dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos. Graziella
viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l'
uomo che l'aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono
allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori
dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso
terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene
spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e
altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che
la "signora" non aveva fatto niente e che la situazione era
(Continue reading)


Gmane