18 Feb 2008 11:08
[Il Ritorno] Il terremoto
Quel giorno furono infine costretti ad
abbandonare i cavalli: davanti a loro si ergeva una salita che gli animali non
avevano speranze di superare. Scaricato tutto ciò che poteva essere loro utile,
i compagni si apprestarono quindi a continuare la scalata della montagna, alla
ricerca di un passaggio per la meta che stavano cercando.
Il sole era ormai alto sulle loro teste, e la
temperatura continuava a salire nonostante l'altitudine, rendendo ancora più
difficoltosa l'ascesa. Più di una volta Misty si era fermata, il corpo che le
doleva terribilmente, tentando di riprendere fiato e più di una volta il sole le
aveva giocato qualche brutto scherzo: il movimento delle spalle, un riflesso nei
suoi occhi, una particolare espressione... tutto le gridava che lei aveva già
visto Thomas Heuft, che lo aveva già conosciuto. Eppure lo studioso pareva
ignorare chi lei fosse, anzi continuava a domandare come potesse essere giunto
fino a quel luogo, e per che motivo.
E, spazzando via i pensieri di ciascuno, la
montagna divenne all'improvviso protagonista del viaggio. I ciotoli vicino
al gruppo cominciarono a correre verso valle mentre il picco intero tremava,
come se un inesistente vulcano si preparasse ad eruttare. Il tremore divenne
sempre più forte mentre i viaggiatori correvano a ripararsi da un enorme masso
che minacciava di franare proprio verso di loro. Le scosse si susseguivano,
rendendo difficile mantenere l'equilibrio mentre Elth'ar faceva sfoggio dei
poteri che gli erano rimasti deviando i frammenti che si dirigevano verso di
loro. Si alzò in fretta una nuvola di polvere che nascose alla vista
l'incedere della frana mentre il suolo continuava a tremare con forza,
provocando spaccature nel terreno e nel fianco della montagna.
Quando infine calò il silenzio e la natura
cessò di mostrare il suo sdegno, il gruppo tirò un sospiro di sollievo dal
costone sotto il quale si era rifugiato. Qualche breve domanda dimostrò che
stavano tutti bene... la magia di Elth'ar e lo scudo che Kilian aveva frapposto
fra la furia dei massi e loro stessi, avevano evitato ferite. La montagna non
era stata altrettanto fortunata... su una parete a poca distanza dal punto in
cui si erano nascosti i viaggiatori, era apparsa una grande fenditura. Troppo
grande forse. E sicuramente non naturale. Fu necessaria solo una superficiale
occhiata per accorgersi che la spaccatura era arcuata e al suo interno la luce
del sole illuminava un passaggio che scendeva all'interno del monte. E fu
sufficiente avvicinarsi di qualche passo per notare che la fenditura non era
stata aperta dal terremoto, ma dal fatto che il grosso masso che la
nascondeva era rotolato via a causa delle scosse... l'apertura era stretta, ma
sufficiente per passarvi attraverso. Un invito fin troppo chiaro forse... ma non
era il momento di entrare nella caverna, nonostante Misty e Thomas fossero
terribilmente curiosi. Le scosse non erano ancora completamente cessate e non
sarebbe stato saggio infilarsi dentro la montagna quando un altro terremoto
poteva scatenarsi da un momento all'altro.
Il sentiero sebbene accidentato continuava a
salire, inerpicandosi sulla montagna e nonostante l'aria si rinfrescasse mano a
mano che il gruppo saliva, Misty cominciava a risentire della fatica. I lividi
che spiccavano sulle braccia e quelli nascosti sulla schiena le dolevano
terribilmente e il dolore cominciava a riflettersi sul suo volto che si stava
imperlando di sudore.
"Non sarebbe meglio fare una sosta?" propose Heuft
con indifferenza, dopo aver lanciato un'occhiata alla mezzelfa.
Misty si fermò con gratitudine scaricando le
spalle dal peso e sedendosi su di un masso, asciugandosi la fronte con la manica
della camicia mentre Kilian proseguì il cammino, desideroso di sapere cosa li
aspettava più avanti.
"Come stai?" Chiese Thomas rivolgendosi a
Misty
"Male..." rispose la donna con franchezza "E
questa scalata non mi sta aiutando."
"Stavo pensando... questo unguento non è male" riprese lui, estraendo una fiala da sotto la giacca "magari potrebbe essere d'aiuto."
"Stavo pensando... questo unguento non è male" riprese lui, estraendo una fiala da sotto la giacca "magari potrebbe essere d'aiuto."
La mezzelfa accettò con gratitudine cominciando a
spalmare l'unguento sui lividi delle braccia ottenendone un sollievo
praticamente immediato, poi parve pensare per un attimo, prima di spostare lo
sguardo verso Elth'ar.
"Perchè non andate con Kilian?" gli
chiese "Potrebbero esserci dei problemi... meglio non essere mai
soli."
Non che il drow ne avesse molta voglia... ma alla
fine si lasciò convincere allontanandosi per raggiungere il
ladro.
In quel momento Misty, che non aspettava altro,
colse la palla al balzo per rivolgersi al compagno rimasto accanto a
lei.
"Non è vero
che eri ad Adelnor quando sei stato "portato" qui." la donna decise di
affrontarlo direttamente, ma il suo tono non era
accusatorio.
Heuft la guardò per un istante prima di
rispondere "Ebbene, ammettiamolo per un istante... tu come lo
sapresti?"
"L'ho sentito" La confusione era
evidente sul volto di Misty. "Non so dove fossimo, non me lo ricordo e non
so che cosa sia successo... ma so che c'eri. Ricordo la tua
presenza."
Thomas annuì lentamente "Anche io avverto
cose ultimamente... e sono confuso. Però desidero che tu stia bene. Cerca di
stare attenta."
"Perchè hai mentito?"
"Perchè è tutta una menzogna... Kilian ed
Elth'ar non si fidano di me e non mi hanno rivelato nulla, ma è chiaro che sanno
molto di questa storia. Io mi ritrovo in mezzo per un motivo che non conosco. Mi
hanno chiamato Speranza o qualcosa del genere, ma nessuno mi ha spiegato
nulla"
"A chi lo dici..." sospirò la
ladra "A me è stata raccontata una storia che sa di menestrello. Non so se
credervi o no."
"Beh..." Thomas continuò con evidente
sforzo "A quanto pare tu sei la moglie di Kilian... e credo che qualche
forza molto potente ti stia perseguitando."
"Secondo Kilian ed Elth'ar si" annuì Misty "Un mago potente e malvagio che pare fosse mio figlio in un'altra vita" La ladra strabuzzò gli occhi, scuotendo la testa e infilò una mano nello zaino estraendola un attimo dopo, stringendo la chiave di Heuft.
"Secondo Kilian ed Elth'ar si" annuì Misty "Un mago potente e malvagio che pare fosse mio figlio in un'altra vita" La ladra strabuzzò gli occhi, scuotendo la testa e infilò una mano nello zaino estraendola un attimo dopo, stringendo la chiave di Heuft.
"Non so perchè te l'ho presa quella sera."
cominciò, quasi a volersi scusare.
"Ti ha ricordato qualcosa?"
"E' come se mi appartenesse... come se fosse mia."
"Questa chiave ha una storia strana..." la voce di Heuft si fece pensosa "La trovai da bambino in una villa abbandonata. Era celata molto bene e speravo rivelasse chissà cosa... ma non riuscii mai a capire cosa aprisse. L'ho sempre portata con me."
"E questo..." Misty indicò il simbolo dell'aquila inciso sulla chiave. Poi scosse la testa e posò l'oggetto sulla mano di Thomas.
"E' come se mi appartenesse... come se fosse mia."
"Questa chiave ha una storia strana..." la voce di Heuft si fece pensosa "La trovai da bambino in una villa abbandonata. Era celata molto bene e speravo rivelasse chissà cosa... ma non riuscii mai a capire cosa aprisse. L'ho sempre portata con me."
"E questo..." Misty indicò il simbolo dell'aquila inciso sulla chiave. Poi scosse la testa e posò l'oggetto sulla mano di Thomas.
"Grazie." sorrise l'uomo "Ma se è
davvero importante per te..."
"Lo è." confermò la ladra sfiorando
nuovamente il simbolo dell'aquila "Ma è tua..."
Le parole le si strozzarono in gola mentre una
scossa improvvisa la attraversava. Thomas spalancò gli occhi, travolto dalla
medesima sensazione. Il sole parve farsi più caldo, la montagna sembrò
tintinnare di un eco lontano che sapeva di pace e tranquillità, mentre davanti
ai loro occhi si apriva una distesa verde costellata di alberi lussureggianti
che ondeggiavano seguendo un lieve venticello.
"Sarà il nostro segreto..."
Non avrebbero saputo dire a chi appartenesse
quella voce riecheggiante che risuonò nelle loro menti ripetendo quelle parole
ancora e ancora.
Misty ritirò la mano di scatto, interrompendo il
contatto e la visione svanì, lasciandoli entrambi senza fiato e spaventati e con
la medesima sensazione.
In quell'attimo fugace avevano condiviso qualcosa
sepolto da tempo e spazio. Qualcosa di già avvenuto. Qualcosa a cui entrambi
avevano partecipato, in un tempo e in un luogo ormai dimenticato.
Insieme.
[Continua...]
U-Team
Alar... Terra di Eroi
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Sogna come se dovessi vivere in eterno, ma vivi come se dovessi morire domani.
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