rossana | 23 Jan 12:50 2013

Riforma Fornero/ricorso al giudice del lavoro

Inoltre, per chi vuole fare ricorso, da leggere:

CASI PARTICOLARI-

Osservazione per chi maturava il diritto alla pensione tra il
6/12/2011 ed il 6/7/2012 :
La legge 214/2011, all’art. 24, comma 14, lettera d, recita:

“Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle
decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del presente
articolo continuano ad applicarsi ai soggetti …omissis…… :
d) ai lavoratori che, antecedentemente alla data del  31 ottobre 2011, siano
stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione; (termine
spostato al 4/12 in sede di conversione in legge).”

Al successivo comma 15 inoltre dispone:  con decreto sono definite le
modalita' di attuazione del comma 14, ivi compresa la determinazione del
limite massimo numerico dei soggetti”

Il 1° giugno 2012 il decreto attuativo (ministero del lavoro e
dell’economia), all’art. 2, comma 1, lettera d) prevede:

In sostanza il decreto 1/6/2012 non attua le disposizioni e la delega
ricevuta dalla  L. 214/2011 ma introduce sostanziali ed inediti cambiamenti
e, senza l’avallo del parlamento.

Però con la L. 135/2012 (spending review, Dl nr. 95 del 6/7/2012) si
“convalida” l’operato del decreto attuativo prevedendo all’art. 22, comma 1:

“Ferme restando …………… le  disposizioni,  i  presupposi  e  le condizioni di
cui  al  decreto  del  Ministro  del  lavoro  e  delle politiche sociali, di
concerto con il Ministro dell'economia e  delle finanze del 1° giugno 2012,
che ha determinato in  sessantacinquemila il numero dei soggetti interessati
dalla concessione del beneficio di cui  alle  predette  disposizioni,……… “

In questo modo convalidando il precedente decreto attuativo e le relative
novità da questo introdotte.

Tutta questa premessa però per affermare che nel periodo 6/12/2011 (D.L.
“salva italia”) ed il decreto attuativo 1/06/2012, a mio giudizio coloro che
maturavano il diritto ad avere la pensione (in sostanza entravano nella
“finestra”: dl 78/2010, art. 12, c.2) in questo lasso di tempo conseguivano
un diritto non revocabile da norme successive (lgs. Paletti).

Inoltre la L. 214/2011 disponeva che il decreto attuativo doveva essere
fatto entro 90 giorni dalla conversione in legge del DL 201/2011, ovvero
entro il 22 marzo 2012. Questo termine poi venne spostato dal
“milleproroghe” (DL 29/12/2011, nr 216, art. 6, c.2-ter) al 30 giugno 2012.
Se si fosse rispettato il primo termine (decr.
Interministreriale entro il 22/3/2012) tutti avrebbero avuto la possibilità
di fare il versamento dei contributi relativi al IV° trimestre 2011
(scadenza versamento entro il 31 marzo 2012) e trovarsi, come il
d.interministeriale arbitrariamente prescrive “avere almeno un contributo
volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del
d.l. 201/2011”. Quindi si può tranquillamente ipotizzare uno studiato e
programmato comportamento atto a escludere ingiustamente una platea di
salvaguardati dalla L. 214/2011.

INOLTRE –IMPORTANTE-: stante queste premesse si potrebbe in ogni caso
affermare che coloro che hanno maturato il diritto  entro il 1/6/2012 o
addirittura entro il  6 luglio 2012 (momento in cui il Dl 95 “spending
review” ha riportato a norma primaria il decreto interministeriale che
arbitrariamente e senza delega aveva introdotto inediti “paletti”) a
percepire la pensione ma che dovevano attendere la maturazione della
finestra di cui D.L. NR. 78 del 31/5/2010 (art.
12, c.2) non possono applicarsi né il d.interministeriale 1/6/2012 né la
successiva L.135/2012 (spending review): IL DIRITTO ERA MATURATO!
Al riguardo può anche aiutare la sentenza nr. 822/1988 della Corte
Costituzionale richiamata anche al punto nr. 8 della parta “GENERALE”
in seguito (vds. Anche circolare Inps nr. 35 del 14 marzo 2012 che afferma
“continuano ad applicarsi, per quanto riguarda i requisiti di accesso e la
disciplina delle decorrenze, nei limiti delle risorse prestabilite, le
disposizione previgenti alla data di entrata in vigore del decreto, ancorché
maturino i requisiti per l'accesso al pensionamento successivamente al 31
dicembre 2011, ai seguenti soggetti……. d) lavoratori che, antecedentemente
alla data del 4 dicembre 2011, siano stati autorizzati alla prosecuzione
volontaria della contribuzione)

Interpretazioni dell’Inps, circa il DL78/2010 (introduzione finestre)
prevedeva che le finestre fossero previste anche per gli autorizzati ante
2007 ma, da diverse parti, era circolata la notizia che forse le finestre
non erano applicabili anche a questo genere di persone.
L’argomento andrebbe approfondito.

I “paletti” (non aver lavorato dopo l’autorizzazione ed aver versato almeno
un contributo entro il 6/12/2011) hanno vanificato il diritto per gli
autorizzati ante 20/7/2007 (’art. 1, c. 2, lett. c) della L.
247/2007) a poter andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi
effettivamente versati (quindi esclusi i figurativi, p.es., per
disoccupazione). Non possono più fare salve le regole del pensionamento per
il principio di successione delle leggi nel tempo (lex posterior derogat
legi priori) . Una persona deve essere messa in grado di organizzare la
propria vita tenuto conto delle leggi che in quel momento vigono; quindi non
essendo vietato dalla legge lavorare dopo aver ottenuto l’autorizzazione e
non essendo prescritto che occorre versare almeno un contributo una nuova
legge non può retroattivamente danneggiare in questo modo al solo scopo di
sistemare la finanza pubblica

Fino a dicembre 2011 la legge in vigore (247/2007) e le circolari Inps (nr.
60/2008 e 126/2010)  garantivano  per gli autorizzati a versare i contributi
volontari entro il 20/7/2007 il diritto al pensionamento con 57 di età e 35
di contributi. Le precedenti normative, L. 243/2004 e 247/2007, sono ancora
in vigore, non essendo state abrogate né derogate,  e perciò rimangono in
vigore le clausole di  salvaguardia previste da queste leggi  in tema di
lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria”. Le leggi 247/2007 e
243/2004 sono da ritenersi leggi speciali derogabili solo da successive
leggi speciali che espressamente lo prevedono?

Ancora sulla L.243/2004 e 247/2007: la legge 243/2004 aveva letteralmente
previsto (art. 1, c.8) “Le disposizioni in materia di pensionamenti di
anzianità vigenti prima della data di entrata in vigore della presente legge
continuano ad applicarsi ai lavoratori che, antecedentemente alla data del
1° marzo 2004, siano stati autorizzati alla prosecuzione volontaria della
contribuzione”
Inoltre aveva previsto al successivo c.9: : “In via sperimentale, fino al 31
dicembre 2015, è confermata la possibilità di conseguire il diritto
all'accesso al trattamento pensionistico di anzianità, in presenza di
un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e di un'età
pari o superiore a 57 anni per le lavoratrici dipendenti e a 58 anni per le
lavoratrici autonome, nei confronti delle lavoratrici che optano per una
liquidazione del trattamento medesimo secondo le regole di calcolo del
sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n.
180. Entro il 31 dicembre 2015 il Governo verifica i risultati della
predetta sperimentazione, al fine di una sua eventuale prosecuzione.”

La successiva L. 247/2007 all’art. 1, c. 2, lettera c (riforma pensionistica
governo Prodi) per quanto riguardava i contributori volontari spostava il
termine dal 1/3/2004 al 20/7/2007 ( il comma 8 della L.243/2004, art. 1, le
parole: «1º marzo 2004» sono sostituite dalle seguenti: «20 luglio 2007»)
ma lascia inalterato , non perciò assolutamente confermandolo in quanto
riteniamo non necessario, il diritto degli autorizzati alla contribuzione
volontaria ad andare in pensione con 57 anni di età e 35 di contributi,
concessione data dalla 243/2004.

Cosa strana: non tocca i diritti delle donne di cui all’art. 1, c. 9
L.243/2004 (vds. Sopra).

La legge 214 del 22/12/11 (“salva Italia”) invece riprende l’agevolazione
concessa alle donne art. 1, c. 9 della 243/2004 stabilendo all’art. 24, c.
14: “Le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regimedelle
decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore delpresente
articolo continuano ad applicarsi ai soggetti che maturano irequisiti entro
il 31 dicembre 2011, ai soggetti di cui all'articolo 1, comma 9 della legge
23 agosto 2004, n. 243”.

Il “Salva Italia” quindi richiama il diritto delle donne ad andare in
pensione entro il 31/12/2015 con 57/35 però con il contributivo,
escludendole completamente dai limiti imposti dalla nuova riforma
pensionistica.

Ora la considerazione che emerge da questa lunga cronistoria è:

certamente nel tempo  intercorrente tra il 2007 ed il 2011 le donne sono
andate in pensione con 57/35 e sistema contributivo nonostante la riforma
pensionistica di Prodi del 2007 non le avesse citate ed anche le persone
autorizzate ante 2004 hanno continuato ad andare in pensione dopo la riforma
Prodi del 2007, in questo caso però con il richiamo di cui  all.rt. 1, c. 8.
Si potrebbe quindi, per analogia, affermare  che come alle donne non si è
reso necessario ribadire i diritti nel 2007 perché continuavano a godere
quelli prescritti nel 2004, anche  le persone autorizzate ante 2007 e 2004
continuano a godere dei diritti prescritti dalla legge 243/2004, non
ritenendo che la “salva Italia” li abbia abrogati.

In altri termine: per le donne la facilitazione prevista nel 2004 non viene
citata nel 2007e poi viene citata nel 2011, per gli ante
2007/2004 la facilitazione prevista da queste due leggi non viene citata nel
2011: quindi, per analogia, si può ritenere che gli autorizzati  ante
2007/2007 continuino, anche dopo il 2011,  ad essere salvaguardati dalle
precedenti leggi richiamate

Occorre verificare se le finestre di 12 mesi, previste dal D.L. NR. 78 del
31/5/2010 (art. 12, c.2)  sono applicabili anche agli autorizzati ante 2007
perché nel caso non lo fossero tutte queste persone avrebbero la maturazione
corrispondente con la decorrenza della pensione. Si riportano, per questa
valutazione, stralci del DL 78/2010, art. 12:
Interventi in materia previdenziale

1. I soggetti che a decorrere dall'anno 2011 maturano il diritto all'accesso
al pensionamento …..omissis …. ovvero all'eta' dicui all'articolo 22-ter,
comma 1, del decreto-legge 1° luglio 2009,n. 78 convertito con modificazioni
con legge 3 agosto 2009, n. 102 e successive modificazioni e integrazioni
per le lavoratrici del pubblico impiego ( ovvero alle eta' previste dagli
specifici ordinamenti negli altri casi ) conseguono il diritto alla
decorrenza del trattamento pensionistico:

a) coloro per i quali sono liquidate le pensioni a carico delle forme di
previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi dodici mesi dalla data di
maturazione dei previsti requisiti;

b) coloro i quali conseguono il trattamento di pensione a carico delle
gestioni per gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti nonche'
della gestione separata ( di cui all'articolo 2,comma 26 ) della legge 8
agosto 1995, n. 335, trascorsi diciotto mesi dalla data di maturazione dei
previsti requisiti;

c) ..omissis ….

2. Con riferimento ai soggetti che maturano i previsti requisiti a decorrere
dal 1° gennaio 2011 per l'accesso al pensionamento ai sensi dell'articolo 1,
comma 6 della legge 23 agosto 2004, n. 243,  e successive modificazioni e
integrazioni, con eta' inferiori a quelle indicate al comma 1, ( conseguono
il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico: )

a) coloro per i quali sono liquidate le pensioni a carico delle forme di
previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi dodici mesi dalla data di
maturazione dei previsti requisiti;

Sembra infatti che gli autorizzati alla contribuzione volontaria di cui
all’art. 1, comma 8 della L. 243/2004 non siano toccati dal DL 78/2010, art.
12, c. 2.

Pensioni di vecchiaia  per le cosidette “quindicenni”: una moltitudine di
persone che prima della manovra salva italia erano state salvaguardate. Si
tratta, in prevalenza di donne, che potevano avere la pensione di vecchiaia
a 60 anni (65 per gli uomini) con 15 anni di contributi al  31.12.1992
oppure se autorizzate ai versamenti volontari anteriormente al 31.12.1992
Diritto salvaguardato per chi al 31/12/2011 l’aveva maturato ma non per
coloro che lo matureranno dopo il 31/12/2011. L’inps  in una bozza di
circolare (la nr. 35 del
14/3/12) continuava a riconoscerlo anche per i post 2011 ma  ha dovuto fare
marcia indietro per imposizione di Fornero/Monti cancellando questo diritto
acquisito dalla versione finale della circolare 35.
Conseguentemente queste persone potranno accedere alla pensione versando
altri 5 anni di contributi.

Parere dei legali del CePa per le “quindicenni”

Alle strutture territoriali di
Acli- Inas – Inca – Ital
Loro sedi

Roma, 6 giugno 2012

Oggetto: Riunione del Collegio legale nazionale del CePa, prime indicazioni
di contenzioso sulla legge 214/2011

Carissimi,
nella settimana passata si é riunito il Collegio legale degli avvocati CePa,
composto dagli avvocati delle nostre quattro organizzazioni, per iniziare
l'esame della complessa problematica scaturita dalla legislazione
previdenziale più recente, in particolare dalla legge
214/2011 e per convenire su indicazioni di contenzioso comuni da sottoporre
alle sedi territoriali dei patronati. I punti posti all'ordine del giorno
sono stati molteplici e le indicazioni che riportiamo costituiscono solo
l'inizio di un'attività che si svilupperà nei prossimi mesi.
Richiamiamo, in forma sintetica, alcune delle questioni trattate ed i primi
orientamenti che ne sono scaturiti:

1. Le deroghe per il mantenimento del requisito contributivo di 15 anni
previste dal decreto legislativo n. 503/1992 per l'accesso alla pensione di
vecchiaia - L’art. 24, comma 3, della legge n. 214/2011, dispone che: a
decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti che, nei regimi
misto e contributivo, maturano i requisiti a partire dalla medesima data, le
pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianita' sono
sostituite, dalle seguenti
prestazioni: a) «pensione di vecchiaia», conseguita esclusivamente sulla
base dei requisiti di cui ai commi 6 e 7,…. Il comma 6 ridefinisce i
requisiti anagrafici e il comma 7 dispone che il diritto a pensione di
vecchiaia si consegue in presenza di un’anzianità contributiva minima pari a
20 anni. L’Inps con la circolare n. 35/2012 al punto 1.1.1 precisa che nulla
è stato modificato in materia di età anagrafica e di disciplina delle
decorrenze e che pertanto i non vedenti e gli invalidi in misura non
inferiore all’80% continuano ad andare in pensione sulla base dell’età
previgente (50, 55, 60 anni) come previsto dall’art. 1, commi 6 e 8, del
Dlgs n. 503/1992. Nel successivo punto 1.1.2 della circolare, nel trattare
il requisito contributivo, l’Istituto indica che il diritto a pensione di
vecchiaia si matura con 20 anni di contribuzione, senza fare nessuna
precisazione. Sappiamo che l'orientamento dell'Inps, manifestato in contatti
informali, era favorevole al mantenimento delle deroghe stabilite con il
decreto legislativo 503/1992 e che l'attuale, riduttiva, interpretazione é
derivata da un pesante intervento del Ministero del lavoro.

Valutazione del Cepa
Ad avviso del CePa le deroghe per accedere alla pensione di vecchiaia con 15
anni di contribuzione (art. 2, comma 3, Dlgs n. 503/1992) dovrebbero essere
mantenute. Infatti il termine “esclusivamente” di cui all’art. 24, comma 3,
va interpretato nel senso che i nuovi requisiti trovano applicazione nei
confronti di tutti i soggetti ma non per coloro che, pur non avendo
perfezionato entro il 2011 il requisito contributivo e quello dell’età, lo
perfezionano successivamente in forza di una disposizione speciale che ha
voluto garantire – nella transizione tra la precedente e la nuova disciplina
– la salvezza di alcune posizioni in itinere meritevoli di particolare
considerazione.

L'orientamento del Collegio dei legali CePa Attivare il contenzioso
amministrativo e legale in quanto la norma speciale stabilita dal 503/1992
non può intendersi tacitamente soppressa; se il legislatore avesse voluto
abrogarla avrebbe dovuto indicarlo esplicitamente.

Provvedimento d’urgenza. Per le persone non salvaguardate  che avrebbero
decorrenza della pensione nel 2013 e  visti i tempi lunghi in cui si
potrebbe arrivare a sentenza con il giudice del lavoro, è possibile chiedere
in sede di ricorso il provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. che recita:
“Fuori dei casi regolati nelle precedenti sezioni di questo capo, chi ha
fondato motivo di temere che durante il tempo occorrente per far valere il
suo diritto in via ordinaria, questo sia minacciato da un pregiudizio
imminente e irreparabile , può chiedere con ricorso al giudice i
provvedimenti d'urgenza, che appaiono, secondo le circostanze, più idonei ad
assicurare provvisoriamente gli effetti della decisione sul merito”

I contributi versati nella gestione separata non sono
ricongiungibili/cumulabili con gli altri. In questo modo, una persona che al
31/12/2011 o in seguito avesse raggiunto i requisiti contributivi viene
eslcuso dalle salvaguardie per questa anomalia tutta italiana visto che,
sembra, che in altri paesi Europei questi contributi sono ritenuti utili per
il diritto alla pensione.

La legge di stabilità per l’anno 2013 ha disposto  che:
b) lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione
entro il 4 dicembre 2011, a condizione che perfezionino i requisiti utili a
comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 36° mese
dalla data di entrata in vigore del decreto-legge n. 201 del 2011:

- con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data
di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011, ancorché abbiano svolto
successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, attività lavorativa
retribuita (comunque non riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a
tempo indeterminato) entro il limite di 7.500 euro annui;

- collocati in mobilità  ordinaria alla data del 4 dicembre 2011, i quali
avvieranno la contribuzione volontaria al termine della fruizione della
mobilità ordinaria;

così facendo allargando le maglie delle salvaguardie ma continuando ad
escludere, ingiustamente, le persone che non hanno provveduto a versare
almeno un contributo volontario (si ricorda che un contributo per i
lavoratori dipendenti corrisponde ad una sola settimana!!) entro il
4/12/2011 e/o hanno trovato un’occupazione dopo questa data.
In quest’ultimo caso si piò palesemente pensare ad una “istigazione” a
lavorare in nero.
[][][][]][
NEUROGREEN - neurogreen <at> liste.comodino.org
ecologie sociali, strategie radicali negli anni zerozero della catastrofe
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